mercoledì 20 agosto 2014

Girelle di tacchino con pomodori secchi e sesamo


Salut Jean-Pascal, voilà ce que j'ai fait avec tes tomates sechées!

Non vado matta per i pomodori secchi. 
Per nulla. 
Ma mi sono stati regalati dal mio amico che li ha fatti a casa con amore. Come potevo non apprezzarli?
Sono attratta da tutte le preparazioni fatte a casa con metodi tradizionali, come un pomodoro pachino, datterino o San Marzano seccato al sole.
Mi vedo queste distese sui terrazzi siciliani, di pezzetti rossi con il sale, che lasciano evaporare l'acqua e si racchiudono nella loro essenza più vera.
Li farò anche io appena qui in Svizzera prevedono 3 giorni di sole tutti di seguito.
Come ve li propongo?
Tritati con lo scalogno e belli spalmati sul tacchino, danno colore alla tavola e allietano le papille.
Se però avete l'essiccatrice mi rovinate la poesia, quindi non ditemelo...


Per 4 persone


500 g fettine di tacchino
150 g prosciutto crudo tagliato fine
60 g pomodori secchi
insalatina (songino, spinacini..)
1 scalogno
olio, sale, pepe
sesamo

Battete le fettine di tacchino e sgrassatele. Fate rosolare lo scalogno tritato in un po' d'olio. Aggiungete anche i pomodori secchi per farli rinvenire e un cucchiaio di sesamo. Mixate il tutto con l'olio (io ho usato quelli del vasetto dove erano conservati i pomodori), fino ad ottenere un pesto sodo. Unite una macinata di pepe e aggiustate di sale.
Spalmate il trito sulle fettine, arrotolatele nella/e fetta/e di prosciutto, fermate con gli stecchini e rosolatele, girandole da ogni parte, in una padella con un filo d'olio fino a che l'esterno sarà rosato. Sistemate le fette su un piatto e lasciate raffreddare del tutto.
Disponete l'insalatina in ogni piatto di servizio.
Scaldate dell'olio in una padella, tagliate i rotolini in fettine di circa 1/1,5 cm e fateli rosolare per qualche minuto fino a che anche l'interno risulti cotto e  bello rosato. Servite sul letto di insalata e cospargete di semi di sesamo.








lunedì 18 agosto 2014

Confettura di pomodori e vaniglia

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Nella mia ignoranza (o nei miei sogni), mi immaginavo che nel 1492, una volta che l'ammiraglio Colombo e i suoi marinai sbarcarono nelle Indie, ops, Americhe, fossero stati invitati dagli indigeni a cenare con loro.
E visto che di pomodori, spezie e patate, noartri, non ne conoscevamo nemmeno il nome, mi immaginavo gli occhi sbalorditi degli Europei davanti a banchetti di pomodoro alla caprese, salsa di pomodoro, pomodori confit nonchè miliardi di patatine fritte. 
E invece no. 
A parte il fatto che gli indigeni, probabilmente non avevano nessuna intenzione averli come ospiti a cena ma  piuttosto averli come cena. 
Più che altro, non esisteva nessun banchetto con i pomodori, visto che, in America centrale, loro terra di origine, venivano considerati velenosi e venivano solo usati come decorazione.
'Sti indigeni avevano a casa la pummarola  bell'epronta e invece li usavano per addobbare i giardini. 
Da non crederci. 
Il pomodoro fa la sua comparsa come alimento, sulle tavole solamente dopo il 1700. Cioè 200 anni dopo la sua scoperta. 
E dove si scopre che il pomodoro è buonissimo in salsa con la pasta o strofinato nel pane? 
In Italia meridionale, dove grazie al clima, la pianta di pomodoro si era diffusa rapidamente e grazie alla fame, la povera gente si rese conto che tanto velenoso non era. 
E mentre in Francia venivano regalate le piantine del pomo alle dame e in Cile e in Perù lo usavano come centro tavola, in Italia i contadini e anche a corte, si mangiava pomodoro come se non ci fosse un domani.
Cosa sarebbe l'Italia senza pomodoro?
Iamme ia.





800 g pomodori (a grappolo o Cuore di bue)
400 g zucchero
1 bacca di vaniglia

Fate bollire l'acqua e tuffate i pomodori per qualche secondo i modo che la buccia si spacchi. Scolateli e fateli raffreddare. Sbucciateli, tagliateli in due, levate i semi e tagliateli a pezzi più piccoli. Fateli cuocere con lo zucchero e la bacca di vaniglia incisa per lungo. Farli sobbollire a fuoco dolce per circa 30 minuti. Per capire quando la confettura sia pronta affidatevi sempre alla prova del piattino: prelevarne un po' e metterlo su un piattino che inclinerete. Se la confettura scorre subito, non è ancora pronta, se scorre piano fermate il fuoco, è pronta! Se invece scorre molto piano o resta ferma, la confettura è compromessa...

Conservate la confettura in vasetti precedentemente sterilizzati.



giovedì 14 agosto 2014

Melone in sciroppo




Magari non vi è chiaro il mio amore per il melone. 
Ve lo ribadisco.
Amolo.
Oggi una non-ricetta, una cosetta veloce e fresca e tanto tanto piacevole.
Qualcosa da offrire agli amici, alla vicina di casa, agli amici dei figli.
Qualcosa di chic che sostituisce un dessert o un alcolico.
Rinfresca e appaga il palato.
Si fa così:

1 melone cantalupo
250 ml acqua
3 stelle di anice
70 g zucchero
menta e semi di anice (facoltativo)

Pulite il melone e formate delle grosse biglie con l'aiuto dell'apposito attrezzo. Mettetele in una brocca e lasciate in frigo. In una casseruola portate a ebollizione l'acqua con lo zucchero e l'anice stellato. Lasciar sobbollire per 10 minuti a fuoco dolce. Togliere le stelle e fate ridurre lo sciroppo per altri 5 minuti circa. Il colore sarà caramellato. Lasciate raffreddare del tutto. Versare lo sciroppo nella brocca e aggiungere qualche cubetto di ghiaccio. Servire con menta tagliuzzata e semi di anice e decorate con quello stellato.

mercoledì 13 agosto 2014

Insalata avocado e cetrioli in salsa di yogurt







Le statistiche foodblog dicono che il maggior numero di visite sono date da post ad alto contenuto glicemico. Torte, brioches, dolci decorati, ciambelloni e bomboloni.
Le persone normali sono attratte da zucchero e cioccolata e l'ho sperimentato sulla mia pelle, anzi sul mio blog. Con una torta faccio picchi di visite che numericamente potrei dire di aver sfamato Empoli. 
Quando posto le insalate invece, da Empoli sfamo a malapena Frittole. 
Solo 6 anime vengono a curiosare, solo 2 arrivano a leggere tutto il post.
Inoltre siamo nella settimana di fuoco del Ferragosto dove in città sembra di rivivere nel film Io sono leggenda.
Figurati se le 6 anime hanno la flemma di aprire il computer, andare sul mio blog e vedersi un'insalatina.
Tant'è che "una-cosa-semplice-io-mai". 
E' buona, fresca, colorata e il mio blog ne aveva bisogno.
E poi non potevo deludere i miei fans di Frittole.

Per 2 anime

1 avocado
1 cetriolo
1/2 gambo di sedano
200 g yogurt naturale
sale, pepe, menta
limone

Montare e tagliare a cubetti il cetriolo. Mondare e tagliare a cubetti l'avocado e irrorarlo di succo di limone per non farlo annerire.
mescolare lo yogurt con foglioline di menta spezzettate, sale, pepe, qualche goccia di limone. Lavare il gambo di sedano, levare i filamenti e tagliarlo.
In una ciotola, mescolare cetriolo, avocado, sedano e la salsa di yogurt. Correggere di sale e pepe e lasciare in fresco.
Servirla con foglioline di menta. Se volete presentarla come la mia, basterà sbollentare una carota , passarla sotto il getto di acqua freddissima, mondarla, e tagliarla a strisce con la mandolina. Sformare l'insalatina con un coppapasta (il mio è di 8 cm) e circondarla con la decorazione di carota.


martedì 12 agosto 2014

Tartare di salmone



La tartare di manzo è una cosa che qui in Svizzera non manca mai. Non sono una carnivora ma se è fatta bene la mangio con piacere.
La tartare di pesce, a me che sono uno squalo mancato è un mezzo cibo degli dei. Credo di averla provata in tutte le sue varianti: con gamberetti, con tonno, con pesce e verdure, insomma j'adoro.
Lo so, forse ha la faccia da ricetta di Capodanno. 
Intanto stampatevela...

Per 2 persone


300 g salmone affumicato (io ho usato quello fresco)
1 cipollotto

1/2 cetriolo
1 limone
olio sale pepe
aneto e bacche di ginepro

Tagliate il salmone a cubetti molto piccoli, irrorare di limone, salare, pepare e conservate in frigo. Levate la buccia al cetriolo e tagliatelo a cubetti piccoli, salate e lasciate sgocciolare in uno scolapasta per qualche ora. Tritate a coltello il cipollotto. Unire il salmone (che a quel punto si è sbiancato a causa della marinatura con il limone) con il cipollotto e con il cetriolo. Aggiustare di sale e unire anche l'aneto e un po' d'olio. Lasciare in frigo per circa mezz'ora in modo che i sapori possano mescolarsi. Oliare con carta assorbente le cupolette e riempitele con la tartare. Avvolgere con pellicola e lasciarle in frigo per un paio d'ore. Sformare e servire fresche con aneto e bacche di ginepro.





lunedì 11 agosto 2014

Insalatina fresca di farro




Insalatina di farro.
Credo che nel mio destino ci sia proprio il farro come elemento. 
Chi ha il fuoco, chi l'acqua, terra o aria. 
Io, farro.
Il triticum, volgarmente detto farro può essere di 3 tipi. Quello piccolo, di rara coltivazione perché ha uno scarso rendimento nell'alimentazione, quello medio buono per le zuppe, proprio quello per il mio amato farrotto toscano e poi quello grande, detto spelta, molto coltivato in Francia, pochissimo in Italia e usatissimo in Svizzera.
E io sono circondata da spelta. 
Zuppe di spelta, pane di spelta, farine di spelta, spelta di spelta.
E' vero che quando uso la spelta, il pane ha un profumo squisito, è vero che è povero di grassi e ricco in fibre, è vero che è digeribile e che ha una buona dose di proteine ma dopo tanti anni, inizio a vedere la farina bianca come polverina magica, qualcosa di desiderabile, di lontano e inafferrabile. 
Quando nelle ricette leggo "usate farina bianca comune", mi faccio una sana risata e mi dico "comune a chi?"
Io darei via la mamma per un po' di farina bianca. 
Infatti è per questo che mia mamma si prodiga di portarmi chili di farina dall'Italia. 
Paura eh!

Ricettuzza

Per 4 persone

300 g farro perlato
500 g ciliegini rossi e arancio
250 g feta
menta
fior di capperi
olive nere
basilico
1 limone
olio sale pepe

Cuocere il farro in acqua bollente salata per il tempo indicato nella confezione, scolarlo e passarlo sotto il getto di acqua fredda. lavare i pomodorini e tagliarli a metà. Sciacquare i capperi, tagliare le olive in due, spezzettate il basilico e la menta con le mani. Unire tutto in una grande ciotola e condire con olio, sale pepe e qualche goccia di succo di limone. Conservare in frigo e servire fresca.







venerdì 8 agosto 2014

Charlottina alle pesche e verbena


Ecco un'altra ricetta liberamente interpretata. Anzi direi, di interpretazione forzata. 
Una di quelle ricette nelle quali spesso cadiamo attratte dalle foto e dove durante l'esecuzione ci accorgiamo che le dosi o i procedimenti descritti non potranno mai portarci ai risultati sperati.
Come mia abitudine, quando mi scontro con questi grandi chef pasticceri che scrivono sui giornali ricette completamente e assolutamente sbagliate, non cito la fonte. 
Quindi anche stavolta non lo farò.
Così s'empara.
La charlotte originale è fatta con la bande à boudoir, ovvero un impasto steso con la sac à poche creando dei biscotti allungati uno accanto all'altro, così vicini che in cottura formeranno una specie di fascia  con la quale circondare la charlotte. 
In seguito questo metodo fu sostituito dai boudoirs separati o comprati. 
Ci sono quindi charlotte tradizionali con la fascia di biscotti, quelle più famose con i biscotti che fanno parte della charlotte  e quelli dove i biscotti (o altre diavolerie) sono attaccati in un secondo tempo. 
Potevo io proporvi la ricetta di una torta dove le ore di preparazione superano quelle di digestione della stessa? 
No. 
Io sono sostenitrice dell'ultima versione, quella più moderna e anche quella che mi permette di non usare i famosi boudoir (savoiardi) perché non sono di mio gradimento (gne gne gne) ma di spaziare con la fantasia usando le diavolerie. 
Un classico della charlotte a due tempi è la lingua di gatto. 
Potevo io proporvi una ricetta dove le lingue di gatto ve le facevo fare a voi medesimi?
No. 
Le mie lingue di gatto sono orgogliosamente comprate.
Con questo penserete che sono una che si vuole semplificare la vita. Ma non è così. Al momento dello scatto, quando ormai la charlotte era vestita a festa con lingue di gatto, nastrino di rafia e decorazione di pesche, ho deciso che l'alzatina arancio non era adatta, ma che quella bianca poteva soddisfarmi molto di più. 
Potevo io spostare una charlotte senza un fondo solito, una charlotte fatta di mousse tenerella, una charlotte con un lampone al centro, le pesche giro giro e le lingue OBLIQUE, potevo io spostarla da un'alzatina  all'altra?
Sì. 


Ricetta dello chef **** (a mammate)

6 pesche mature ma sode
1 mazzetto di verbena fresca o secca (non è obbligatoria, io l'avevo in casa)
200 g zucchero
100 g circa di lingue di gatto
300 g panna da montare
2/3 cucchiai di zucchero
6 fogli di gelatina

pesche noci per la decorazione
2 alzatine da cambiare all'ultimo secondo

Sbucciate le pesche. In una pentola capiente, versate 1,5 l di acqua e i 200 g di zucchero. Aggiungete la verbena e le pesche e fate cuocere circa 15 minuti o fino a che le pesche saranno morbide. Scolatele e lasciatele raffreddare completamente. Levate il nocciolo, fatele a pezzi e mettetene da parte 300 g. Fate a pezzetti le restanti.
Fissare un cerchio da pasticceria a 15 cm di diametro e posarlo sul piatto di servizio. Coprire il bordo interno con un nastro di acetato della stessa altezza; questo permetterà di non avere difficoltà al momento della sformatura.
Mixare con il frullatore ad immersione i 300 g di pesche e scaldarle in un pentolino con 2 cucchiai di zucchero. Aggiungere, fuori dal fuoco, i fogli di gelatina precedentemente ammollati in acqua fredda e strizzati. Mescolare bene per scioglierli nella purea. 
Montare la panna ben soda. Una volta che la purea si è raffreddata, aggiungere la panna delicatamente per non smontarla. Versate la mousse nel cerchio, alternandola con i pezzi di pesche. Non sarà obbligatorio metterne tutte, è possibile che vi avanzi qualche pezzo. Completate con la mousse e lasciare in frigo una notte.
Togliere il cerchio e la fascia di acetato. Decorare con i biscottini e con la frutta fresca.



mercoledì 6 agosto 2014

Confettura di melone e semi di finocchio



Come faccio a convincervi che questa confettura è strabuona ma con i semi di finocchio è paradisiaca? 
Non vi convinco perché il melone è adatto alle diete ma in questa ricetta, tutti i propositi se ne vanno a farsi benedire. 
E non vi convinco perché al matrimonio con il finocchio, vedo già storcere il naso.
Proviamo intanto a partire dall'inizio. 
Il melone classico nell'immaginario collettivo è quello retato (cioè ricoperto da una sorta di reticolato) con la polpa arancione, dolce, succoso ed estivo e si chiama Cantalupo. 
Il modo migliore per scegliere il Cantalupo è quello di rendersi idioti e appoggiare il naso nelle estremità e sniffare. Poi poggiarlo, prenderne un altro e fare la stessa cosa. 
Questo gesto, fatto da centinaia di persone al supermercato, garantisce lo scambio di strafilococchi da narice a narice.
Sto a scherzà. 
Annusate pure. 
Oppure osservate il peduncolo: in un melone maturo, dovrebbe staccarsi da sé, se invece è secco è stato raccolto troppo presto. 
Altri due meloni noti sono quello giallo con buccia liscia, con le grinze verticali con polpa zuccherina e quello invernale, verde scuro liscio con grinze con polpa biancastra che da il meglio di se dopo l'estate, fino ad inverno inoltrato.
Poi ci sono i semi di finocchio che fanno la differenza. La confettura di melone ha  un gusto estivo che viene evidenziato dalle proprietà rinfrescanti dei semi di finocchio. Spalmate un velo (2...3...anche 4) di confettura sul pane e cospargete con qualche seme di finocchio.
Se vi piacciono i 2 gusti da soli, non potrete che inginocchiarvi davanti a questo connubio.
Se invece non vi piace il melone e manco i semi, ma avete letto fino a qui, vuol dire che vi piaccio io, che vi fidate di me e che proverete comunque a farla, nevver?





500 g melone senza buccia (Cantalupo)
200/220 g zucchero (il mio melone era particolarmente dolce e  ho diminuito lo zucchero)
50 ml vino bianco
succo di 1/2 limone
semi di finocchio o anice

Tagliare il melone a pezzetti e metterlo nella pentola per la confettura con lo zucchero. Bagnate con il vino e il succo di limone e lasciate sobbollire per circa 20/30 minuti a fuoco dolce. Per capire se la confettura è pronta, seguite sempre la prova del piattino: prelevate un po' di confettura e mettetela in un piattino che inclinerete. Se la marmellata scorre veloce, prolungare la cottura, se non scorre per nulla la cottura è compromessa se invece scorre piano, anche se sembra ancora liquida, è pronta!
Travasate in vasetti precedentemente sterilizzati.
Gustatela con del pane e con dei semi di finocchio o di anice.


lunedì 4 agosto 2014

Suisse Birchermuesli



Riprendo dolcemente il mio blog. 
Dopo 2 mesi di chiusura forzata da crisi di autostima e perfezionismo deleterio, esco dal letargo e ricomincio dall'inizio.
Anche con le ricette. 
Il Birchermuesli, per gli svizzeri semplicemente bircher (pron: birscer), è un ottimo modo per iniziare la giornata, per continuarla o per finirla. E' una preparazione ideata dal Signor Bircher-Benner, un nutrizionista di Zurigo, cento anni fa or sono. Alla base di questa preparazione ci sono i fiocchi d'avena, la frutta fresca, quella secca, il latte condensato e le mele. Secondo il Signor Bircher, erano proprio le mele con la buccia a essere l'ingrediente più importante. Negli ultimi decenni, il Bircher è uscito dalla regione elvetica e ha fatto il giro del mondo, divenendo un buon compromesso tra alimentazione sana e colazione gustosa. Credo di avere in questo momento almeno 6 pacchi di fiocchi d'avena e 3 tubetti di latte condensato. Questo vi fa dedurre che io ne sia un'assidua consumatrice. 
Fu una delle prime ricette proposte sul mio blog 3 anni fa. 
Zero visite. 
Riapro il blog, riproponendovi questa "pappina" come la chiamano i miei amici, sperando di allargare il giro dei sostenitori "Bircher".
Fatemi sapere.

Ricetta classica originale

4 cucchiai grandi di fiocchi d'avena
8/10 cucchiai di latte intero
2 cucchiaini di succo di limone
1/2 cucchiaio di latte condensato
1/2 mela verde
yogurt
frutta secca (nocciole, noci, mandorle...)
semi (sesamo, semi di girasole, semi di lino...)
frutta fresca di stagione (fragole, lamponi, mirtilli ma anche banana,pere...sconsigliati kiwi e ananas)

In una ciotola versare l'avena e ricoprire con il latte, aggiungere il succo del limone, il latte concentrato. Coprire e far riposare al fresco (in frigo d'estate) per 8/9 ore. Il tempo è relativo, l'importante è che l'avena abbia assorbito tutto il latte e si sia gonfiata. Io lo preparo la sera prima di andare al letto se lo voglio la mattina a colazione e in mattinata se lo voglio per cena. Una volta assorbito, assaggiare e aggiungere altro latte condensato  a seconda dei gusti. Unire lo yogurt a cucchiaiate fino ad ottenere una pappina soda ma cremosa. Unire la famosa mela grattugiata, la frutta secca i semi e la frutta fresca.
Alcune volte viene aggiunta anche la crema a chantilly (panna montata con zucchero a velo) per farne un dessert.



martedì 22 luglio 2014

Stecco lampone e vaniglia


 La mia consierge, ovvero la portinaia, è una persona (presumibilmente donna), che opera e abita nel mio stesso condominio.
Tra me e lei è stato astio a prima vista.
Nonostante questo, è l'unica persona che riesce a tirarmi su di morale.
Quando la incontro in ascensore, lei mi guarda dal suo metro e zero-cinque e io mi sento una specie di star. Una botta di vita alla mia autostima.
Una portinaia classica, da che mondo è mondo, ha i baffi e chiacchera molto.
La mia è l'opposto.
Non ha i baffi, (o almeno non a vista) e  la sua voce mi è pressappoco sconosciuta: non mi ha mai rivolto parola. Al massimo mugugna. Il suo è un saluto molto intimo, diciamo.
Quando sono venuta ad abitare in questo appartamento, ho capito dopo ben 2 mesi che quella che vedevo gironzolare nei pianerottoli il sabato, non era là per distribuire volantini del circo Knie, ma era la consierge del nostro condominio.
"Ahhh, ma lei è la consierge!! Mi scusi, senza baffi non l'avevo riconosciuta..."
Il suo lavoro dovrebbe consistere nel tenere pulito lo stabile, in realtà, spesso manca un po' a questa responsabilità.
Una volta nell'ascensore, un bambino aveva fatto cadere un cono gelato. A terra giacevano le palline di ciocco-vaniglia con il cono sopra, testa in giù, come un'opera pop art.
Ed è rimasto là un'intera giornata.
Le scale le pulisce tutte, dal primo al quinto piano. Salta solo il mio pianerottolo. Forse le sfugge...forse è un po' distratta.
Ma è la Domenica mattina che da il meglio di sé quando scende per togliere le foglie secche dal cortile, con la sua mise preferita.
Hot pants in cotone mostrano cosce color mozzarella di bufala DOP, tempestate di buchi cellulitici.
Gambe con reticolato di vene varicose ma soprattutto calzino bianco alla caviglia, che slancia terribilmente e udite udite, le ballerine, che con il calzino che stringe la caviglia è un vero must.
Tutto questo in soli 105 centimetri di allegria.
C'è chi la Domenica mattina va a correre, chi va a messa, chi a far passeggiare il cane.
Io scendo per vedere la consierge.
Purtroppo entro quest' anno, tutto questo sarà finito.
Cara consierge,
ho saputo che te ne vai, ti trasferisci al tuo paese.
Ti ritiri.
Trallallero.
Cara portinaia dei miei fantasmini,
come farò senza i tuoi borbottii, senza le tue belle cosciotte di pollo anemico la Domenica e senza la tua coinvolgente simpatia?
Quando sono venuta ad abitare qui, non ti sei presentata e non mi hai portato il cesto di madeleines come benvenuto.
Io invece per salutarti, ti ho fatto gli stecchi di gelato da spiaccicarti sulle scale, così avrai un bel ricordo di quella del quinto piano.

Per 8 stecchi

400 g yogurt alla vaniglia
150 g lamponi
1 cucchiaino di miele

Lavorare lo yogurt con il miele, aggiungere i lamponi interi e mescolare con delicatezza fino a che lo yogurt non avrà preso il rosato dei lamponi. Versare nel porta ghiaccioli e mettere in freezer per 10/15 minuti. Passato questo tempo, infilare il bastoncino di legno e portare a congelamento. Sformarli passando il porta ghiaccioli per qualche secondo sotto il getto di acqua bollente.


lunedì 14 luglio 2014

Millefoglie di mela verde e salmone



Cucù!
Siete tutti in vacanza?
Ma sì, vi vedo là, sotto l'ombrellone o (l'ombrello?) a annoiarvi e a pensare sempre alla stessa cosa: cosa cucino domani?
Vi suggerisco una cosetta simpatica.
E' uscito Taste&More, che tradotto significa "mazza quante belle ricettine che ci sono!"
E' un numero speciale, un numero che è tutto un brivido: gelati, sorbetti, insalate fresche di verdura o frutta.
O millefoglie di mela verde con salmone e formaggio.
Sìsì, sono orgogliona di dirvi che da questo numero collaborerò con il pimpante gruppo di Taste&More.
Quindi, io suggerisco a voi di guardarvi il numero speciale fresh edition summer
ON LINE, GRATIS, SFOGLIABILE SUBITO!
Voi, suggeritelo al vicino di ombrellone (o ombrello?).
Buona visione!





sabato 14 giugno 2014

Gâteau de crêpes


Di sfuggita scorro le immagini di Pinterest e m'imbatto su un gateau di crêpes. 
Foto magnifica, speciale. 
Come sempre ero di fretta, chiudo tutto e continuo la mia giornata.
Quella foto continuava  a fare capolino tra i miei pensieri. 
La dovevo fare.
La volevo fare per aggiungere qualche dolce al mio blog molto salato.
La volevo fare per l'originalità ma soprattutto per quella sfida antipatica e irriverente che è per me la fotografia.
Il risultato fotografico è lontano anni luce dalla mia ispirazione, ma il gâteau, non so, qualcosa mi dice che è più buono il mio di quello visto su Pinterest.
Ed è già qualcosa per un blog, anche se per me non è abbastanza...






Per 22 crêpes da 15 cm di diametro

100 g farina
100 g maizena
4 uova
500 ml latte 


In una ciotola versare il latte. Unire la farina, la maizena e lo zucchero facendoli scendere attraverso un setaccio, per non creare grumi e mescolare bene con una frustina. Battere brevemente le uova e unirle al composto. Coprire e far riposare in frigo per 30 min.

Scaldare una padella di 15 cm di diametro e passare con un pennello un po' d'olio. Versare un mestolo di composto e far cuocere per circa 1 minuto. Appena i bordi si saranno rialzati, girare la crêpe  e cuocere 1 minuto dall'altro lato. Continuare fino a fine composto, impilando man mano le crêpes. 




Per la farcia
300 g mascarpone
90 g latte condensato
200/250 g confettura di lamponi
100 g panna montata
lamponi 

Lavorare il mascarpone con le fruste e aggiungere il latte. Montare la panna e unirla delicatamente. Posare la crêpe sul piatto da portata. Spalmare con un velo di confettura. Con la sac à poche riempita di crema di mascarpone disegnare un paio di cerchi, uno verso l'interno, uno più all'esterno. Adagiare la seconda crêpes premendo un po' con i palmi delle mani e continuare con gli ingredienti, alternandoli.
Sistemare l'ultima crêpe, creare delle decorazioni con la restante crema e dei lamponi freschi.
Far riposare in frigo qualche 6/7 ore.
Togliere dal frigo qualche minuto prima di tagliata a fette.
Si serve con forchettina e coltello.


mercoledì 11 giugno 2014

Crêpes Ciocco&Avena


Le donne, si sa, devono pagare delle rate.
Mensili.
Gli uomini invece sono esenti da questi pagamenti, ma risentono ugualmente del peso delle fatture.
E' un momento, quello del pagamento, che divide drasticamente il mondo rosa da quello azzurro. 
L'universo femminile è già incomprensibile nella quotidianità, figuriamoci nel momento della rateizzazione mensile.
Così ho pensato di stilare 10 regoline salva-settimana per uomini disperati.

1- Ipersensibilità
Poco prima del pagamento è assolutamente vietato:

  • Fare qualsiasi nome di donna (Belen, Monicabellucci, Shakira...) 
  • Parlare di diete, modelle e amiche senza cellulite. 
  • Fare nomi di oggetti che finiscono con la A in quanto femminili (tastiera, motocicletta, squadra, partita, macchina, birra)

2- Irritabilità:
Se ti dice: domani pagherò la mia rata mensile, non ti sta informando.
Ti sta dicendo "Ogni cosa che dirai, potrà essere usato contro di te".

3- Lacrima facile
Assolutamente vietato farle guardare:

  • L'incompreso 
  • Titanic 
  • Ghost 
  • C'è posta per te 
  • Il filmino delle vacanze estate '88, quando lei era 10 chili meno.
  • Foto dell'amica senza cellulite

4- Assolutamente vietato fare riferimento a frasi che contengono parole come:

  • Pancia piatta
  • Cosce affusolate
  • Tette proporzionate
  • Viso levigato 
  • Animali abbandonati
  • Come-si-chiamava-quella-tua-amica-figa-senza-cellulite-nella-foto

5- Assolutamente vietato dirle che è bella, potrebbe offendersi non sentendosi intelligente.

6- Vietato dirle che è intelligente perché escluderebbe il fatto che sia bella.

7- Mettetevi in testa che, in quella settimana, tra una donna e un pitbull, l'unica differenza è il rossetto.

8- Se la trovate che si spalma la Nutella sopra un Tegolino e ci sbriciola sopra i Pan di Stelle, evitate di dirle il checchessiacosa.
La reazione sarà quella di un pitbull.
Senza rossetto.

9- Cercate di evitare come la peste la frase mi-sento-brutta-grassa-e-inutile.

  • Se le dite che non è vero, lei vi dirà che non la capite e  che state mentendo. 
  • Se le direte che è vero, lei vi dirà che non la capite e che state mentendo.
  • Se state zitti, vi dirà che non l'ascoltate. 
  • Se ve ne andate, vi dirà che che non si sente considerata. 

10- In caso di mancato pagamento, è assolutamente vietato chiedere "Sei sicura?".
Se lei ti dice che non ha pagato, vuol dire che non ha pagato.
In questo caso, lei smetterà di versare le rate per almeno 9 mesi.
Ma il turno di pagare sarà il vostro.



Da una ricetta di Emilie Perrin

Per 8 crepes

150 g farina
50 g fiocchi d'avena
2 uova
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai cacao amaro in polvere
350 ml latte

olio
panna montata 



In una grande ciotola, sbattere le uova e aggiungere la farina e lo zucchero. Unire anche il latte. Mescolare con la frusta a mano e aggiungere per ultimi i fiocchi d'avena e il cacao.
Lasciare riposare per 1 ora in frigo.
Spennellate con l'olio, un pentolino di circa 20 cm di diametro e far riscaldare. Versare un mestolo di composto e cuocere fino a che i bordi di staccano dalle pareti. Rigirare la crepe con una paletta e far cuocere un paio di minuti dall'altro lato.
Servire con panna montata.







lunedì 9 giugno 2014

Crêpes senza uova


Odiolo.

Sto parlando dell'uovo.

La metà di voi sa che non sopporto nemmen l'odore. Non faccio dolci dove ne occorrono più di due. Tre è già al limite della sopportazione.
Invece le crêpes le mangio. Misteri della Signorina No.
Stavo passeggiando il libreria quando per caso (daverodavero) passo dal reparto cucina e sempre per caso (no, giuro eh) c'era un libro davanti agli occhi con scritto "aprimi e poi comprami". Io ho fatto la dura, poi ho ceduto. Nel libro c'era una sola ricetta che mi interessava: crêpes sans eouf, crêpes senza uova. 
Mio.


Da "crêpes" di Emilie Perrin

Per 7 crêpes (diametro 15 cm)
80 g farina bianca
50 g acqua
130 g latte
1 cucchiaino di olio d'oliva
1 bacca di vaniglia


Unire acqua e latte alla farina, con un pizzico di sale. Mescolare velocemente con la frustina fino ad ottenere un composto liscio. Unire l'olio e mescolare per farlo assorbire. Aggiungere anche i semi della bacca di vaniglia. Lasciar riposare coperto per 1 ora in frigo. Riscaldare un pentolino antiaderente (oppure uno normale ma con una spennellata di olio lievissima) e versare un mestolo di composto. Girare il padellino in modo da coprire il fondo con il composto e lasciar cuocere per 1 minuto, girare e far cuocere dall'altra parte. Impilarle in un piattino o servirle subito con gelato, crema di cioccolata....
! In inverno, al posto della vaniglia metto mezzo cucchiaino di cannella in polvere.