giovedì 23 maggio 2013

Sfogliatine al rosmarino


Come quasi tutte voi, vado a fasi. Questa è la fase di crackers, sfogliatine, grissini insomma robetta che tiene calmi i sensi di colpa della fase precedente di cioccolateria. Robetta da fare velocemente ma che ti da la soddisfazione di poterti dire "l'ho fatto io ed è pure buono".
Provate a servirle sul tavolo imbandito della Domenica, dentro un cestino. Lasciatele là con nonchalance come se fossero state appena prese dal pacchetto confezionato. Poi ascoltate i gemiti degli ospiti e al primo "che buone, dove le hai comprate?", salite sulla sedia, dritte sulle spalle, la testa leggermente piegata verso l'alto e esclamate a tono basso ma sicuro: 
 -"Le ho fatte io."
Potete aggiungere anche un "tzè" se vi aggrada.
Che fa sempre chic.

150g farina 00
2 cucchiai  olio d'oliva
4 cucchiai olio di semi
50ml circa acqua tiepida
rosmarino
sale grosso

In una ciotola mettere la farina con l'olio d'oliva e quello di semi. Aggiungere un po' d'acqua tiepida, circa 50ml e il rosmarino fresco tagliuzzato. Lavorare l'impasto fino ad ottenere una palla liscia e morbida.
 Avvolgerla con la pellicola e lasciar riposare in frigo per 30 min.
Tagliare il panetto in 4, stendere con un matterello e passare i pezzi attraverso il rullo della macchina per la pasta fresca (io ho usato l'Imperia e ho tirato fino alla penultima tacca).
Disporre le 4 strisce su carta forno, in una teglia, cospargere di sale grosso e infornare a 250° per 4/6 minuti o fino a doratura.
Far raffreddare su una gratella, spezzarle in due e servire come aperitivo.

mercoledì 22 maggio 2013

Mezze penne rucola e stracchino



350g penne rigate
100ml panna fresca
150g stracchino
25g rucola
50g parmigiano


Cuocere la pasta in acqua bollente salata, nel frattempo, lavare la rucola, togliere il gambo e tagliuzzarla. Sciogliere a fuoco molto dolce lo stracchino con la panna. Insaporire con un po' di sale. Un minuto prima di scolare la pasta, aggiungere alla salsa, il parmigiano e la rucola. Mescolare con le penne e servire subito con una macinata di pepe.



martedì 21 maggio 2013

Penne risottate con asparagi e gamberi


Secoli fa in un buon ristorante assaggiai una pasta in bianco insaporita solo dal tartufo. Era una vera delizia  ma quella pasta aveva un gusto diverso, più saporito. Il cuoco mi disse che non era stata cotta nell'acqua ma era stata trattata come un risotto.
Solo ultimamente, per via del blog, mi è venuta in mente questa famosa pasta risottata, ho fatto una ricerca sul web e nonostante non sia così famosa a livello casalingo, nelle cucine dei ristoranti sembra veramente usatissima.
Per chi non la conoscesse, aspettatevi una pasta normalissima ma con un gusto molto più denso, merito dell'amido che viene rilasciato e che non si disperde nell'acqua ma si unisce al condimento che avete scelto, conferendole cremosità.
Non c'è niente di complicato e niente che possa spaventare. Ha a che fare con un modo diverso di esaltare i sapori. Per quanto mi riguarda la consiglio con condimenti che hanno bisogno di un "rinforzino" come le  paste in bianco con le vongole, o la bottarga o appunto il tartufo.
L'unica "difficoltà" è la cottura che varia a seconda del formato e della qualità di pasta. Di norma basterà seguire i tempi indicati nella confezione ma è anche possibile che ci voglia qualche minuto in più. Basterà far pratica con un paio di formati, tipo una pasta corta e uno spaghetto o linguina della stessa marca e segnarselo per le prossime volte.
Io ho voluto proporla con un condimento che di solito faccio in bianco, senza salsa né panna e confermo, è venuta cremosa e dal gusto tondo.
 
 
240g mezze penne
1 scalogno
800g asparagi 
1,5l di brodo vegetale
30 code di gamberi
pepe olio
vino bianco
 
Lavare gli asparagi, togliere la parte finale più legnosa e tagliarli a rondelline conservando intere le punte.
Pulire e lavare le code di gambero, inciderli sul dorso e farli saltare in padella con un po' d'olio sfumandoli con il vino bianco. Salare leggermente e mettere da parte.
Tritare lo scalogno e farlo rosolare con un po' d'olio in una pentola a bordi alti (quella che usate per il risotto). Una volta che lo scalogno è dorato, aggiungere i gambi degli asparagi, mescolare per far insaporire e versare un mestolo di brodo. Cuocere un paio di minuti e aggiungere la pasta.
Continuare la cottura come per un normale risotto, ovvero aggiungendo a poco a poco il brodo con il mestolo avendo cura che il precedente sia stato assorbito e continuare a mescolare delicatamente. A metà cottura aggiungere le punte di gamberi, mentre alla fine aggiungere le code di gamberi.
Servire con una macinata di pepe.

domenica 19 maggio 2013

Tartufi alla meringa



Vi è mai capitato di fare delle meringhe buone ma non presentabili? Con screpolature o troppo rosate o spiattellate? Oppure ,come è successo a me, di posarle sulla sedia e poi sedersi sopra?
Bhè, la frittata è fatta ma le meringhe non si buttano, si riutilizzano sopra il gelato, come fondo di cheesecakes oppure andate su un bellissimo blog "miel&ricotta" e copiate la ricetta proposta dei tartufi con meringhe.
Sono buonissimi, ve lo assicuro e poi lei è simpaticissima.
 
200g cioccolato al latte
60g meringhe
1 cucchiaio di Rhum (facoltativo, ma ci sta bene eh!)
60ml panna fresca
cacao amaro
 
Scaldare la panna con il Rhum senza farla arrivare ad ebollizione. Aggiungere il cioccolato ridotto a pezzetti, togliere dal fuoco e mescolare bene energicamente fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
Lasciare in frigo per 10 minuti in modo che la ganache si addensi, girando almeno 3 volte.
Sbriciolare le meringhe direttamente sopra la ganache e mescolare bene.
Mettere ancora in frigo per 15 min.
Formare delle palline e metterle altri 10 min in frigo. Passarle nel cacao e conservare in frigo fino al momento di servire.
Quante volte ho detto frigo?
Troppe. Secondo me il Rhum mi ha dato alla testa.

 

sabato 18 maggio 2013

Bignè salati con roastbeef e formaggio cremoso


Vi è avanzato il roastbeef della Domenica?
Avete voglia di un panino diverso?
Avete amici famelici ma anche chic?
Non arrivate a fine mese?
Per quest'ultimo, non posso aiutarvi ma per tutto il resto ci sono i bignè salati!
Non sono proprio facilissimi da fare ma quel che mi interessa è la proposta. Potreste comprarli già pronti e farcirli all'ultimo minuto.
In vendita sono molto piccoli ma possono benissimo presentarsi come fingerfoods!
Per chi ha voglia di farseli da sé, ecco la ricetta:

Per i bignè

120ml acqua
40g burro
1/2 cucchiaino sale
75g farina
2 uova

Per il ripieno

200g Philadelphia
6 fette roastbeef
insalatina

Portare ad ebollizione l'acqua con il sale e il burro tagliato a cubetti. togliere dal fuoco e versare in una volta la farina. Mescolare vigorosamente fino a formare una palla che si stacca dalle pareti della pentola. Far raffreddare qualche minuto. Battere le due uova. Versarle in tre volte sull'impasto, ogni volta mescolando per farle assorbire.
L'impasto ottenuto deve cadere dal mestolo come un nastro che si spezza.
Riempire una sac à poche e formare 6 bignè sulla teglia coperta di carta da forno (vanno bene anche a cucchiaiate).
Infornare in forno già caldo a 200° per 25 minuti o comunque fino a che siano ben dorati.
Una volta cotti, spegnere il forno e  aprire pochissimo, in modo da farli asciugare bene.
Se non si gonfiano è perché non era abbastanza sodo l'impasto, se sapranno di uovo o frittata è perché l'impasto era troppo caldo al momento di aggiungere le uova, se dentro saranno ancora crudi è perché il forno ha avuto tempo di cuocerli e non di asciugarli.
Una volta freddi, tagliarli a metà e farcirli con il formaggio, il roastbeef, un po' di sale (dipende dalla sapidità della carne)e l'insalatina.
Chiudere e servire.


 

martedì 14 maggio 2013

Gnocchi all'acqua con tonno fresco e menta


Non mi piacciono l'uovo, la frittata, le lasagne, le pappardelle con il ragù, le polpette, il babà, la frutta sciroppata, la cacciagione, il riso al pomodoro, i minestroni, i cavolini di Bruxelles, il fegato, la lingua e  il cervello.
Non mangio le melanzane, le arance candite, il cotechino, i ravioli in brodo, i cappelletti, gli arancini con la carne, i canederli, la pasta al forno, la parmigiana, gli struffoli, l'apple pie, gli hamburger, i sottaceti, gli sformati di pasta al sugo e le pere con il cioccolato.
Non mangio nemmeno i crumbles, le tartellette con la frutta, le torte agli agrumi e  le marmellate.
La lista potrebbe allungarsi se non fosse che son qui per darvi un sferzata di gusto e buon umore e non per farvi addormentare.
 
Però mi piace assaggiare, sono curiosissima su tutto e vengo investita da una sorta di eccitazione quando so che nel paese che sto visitando, sto per assaggiare qualcosa che non ho mai visto né degustato.
Una volta andavo a visitare musei e chiese, oggi vado nelle osterie e gastronomie.
Il tonno fresco l'ho assaggiato nella splendida Sicilia ed è diventato per me il sostituto della bistecca. Ve lo propongo con gli ormai affezionatissimi gnocchi all'acqua.
 
 
Per 4 persone
 
Per gli gnocchi:
400g farina
400ml acqua
sale

Portare ad ebollizione l'acqua. Toglierla dal fuoco e versare tutta insieme la farina setacciata. Mescolare con vigore per amalgamare tutto.
Versare sul piano di lavoro e lasciarlo raffreddare un paio di minuti per evitare di bruciarsi. Iniziare ad impastare. Una volta che l'impasto è omogeneo, dividerla in 4, ancora i 2 e formare dei cordoncini. Tagliare gli gnocchetti con un taglio obliquo (facoltativo).
 



Per il condimento:
 
250g tonno fresco
aglio
2/3 acciughe sott'olio
250g salsa di pomodoro
1 cucchiaio concentrato di pomodoro
3 cucchiai di pangrattato già tostato
100ml acqua per sciogliere il concentrato
peperoncino secco
olio sale

Far rosolare l'aglio in un padellino con l'olio, le acciughe e il peperoncino. Appena l'acciuga si scioglie aggiungere il tonno tagliato a tocchetti e la menta tagliuzzata e far rosolare per qualche minuto. Se necessario aggiungere un paio di cucchiai di acqua tiepida.
 Aggiungere la salsa e il concentrato diluito nell'acqua. cuocere per una decina di minuti mescolando delicatamente.
Cuocere gli gnocchi, scolarli, aggiungerli al condimento completando con il pangrattato. Mescolare e servire caldo.
 





 


lunedì 13 maggio 2013

Charlotte tiramisù



da "Tiramisù" di Sylvie Ait-Ali

A chi è che non piacciono gli oggetti multi-uso? 
Lo stick che da una parte è rossetto e dall'altra mascara, il portachiavi che è anche lampadina, il telefono che fa le foto, il robot che impasta e tagliuzza e il fornetto che scalda e scongela.
E due dolci famosi in uno solo?
La Francia che si unisce all'Italia, la torta da festa con il dessert della domenica, il dolce complicato con quello da fare ad occhi chiusi.
Siore e Siori, vi propongo questo matrimonio:
Charlotte e Tiramisù.
Lui cremoso, lei croccante, lui caffeinomane, lei zuccherata. Lui morbido, lei bella.
Bell'unione!
Lo sposo può baciare la sposa.

 
 
circa 25 savoiardi
4 uova
400g mascarpone
100g zucchero
4 fogli di gelatina
1 tazza caffè
cacao amaro in polvere
 
 
 
Sistemare in un piatto da portata, il cerchio da pasticceria a circa 16 cm di diametro. Disporre a cerchio i savoiardi tagliati a 3/4 (me ne sono entrati 15). Al centro sistemarne alcuni interi e il resto dei biscotti per tappare gli spazi vuoti (me ne sono entrati 3 più i pezzetti che ho tagliato a quelli del perimetro).
Spennellare la base di biscotti con il caffè.
Montare i tuorli con lo zucchero fino a che diventano bianchi e spumosi. Aggiungere il mascarpone e frullare ancora un paio di minuti.
Far sciogliere a fuoco dolcissimo la gelatina in 2 cucchiai d'acqua fino a renderla liquida. Unire un po' di preparazione al mascarpone per amalgamarla e poi unirla al resto.
! La gelatina deve essere un po' raffreddata e ancora liquida altrimenti al contatto con il mascarpone si rapprenderà.
Montare gli albumi a neve ferma. Aggiungerli a poco a poco alla crema di mascarpone girando dal basso verso l'alto. Versare metà crema all'interno del cerchio. Disporre un altro strato di biscotti, spennellare con caffè e completare con l'altra metà di crema. Lasciare rapprendere in frigo almeno 4 ore (io tutta la notte).
Prima di servire spolverizzare con cacao amaro.
 

 

domenica 12 maggio 2013

Aglio aromatizzato sott'olio




Per chi non lo conoscesse, l'aglio aromatizzato è ottimo come aperitivo, speluzzicato con un stecchino, al posto di patatine fritte e noccioline.
Lo sbiancamento in acqua bollente lo priva dell'odore caratteristico, lo rende digeribile e gli aromi ne esaltano la bontà.
Possono esssere usati anche accanto a carni, arrosti o si può utilizzare l'olio per i condimenti.

Quantità approssimative

4 teste d'aglio fresco bianco
olio
alloro secco in foglia
pepe nero in grani
timo e maggiorana freschi

Sbucciare l'aglio e poi ogni singolo spicchio privandolo dalla pellicina trasparente. Man mano, riempire il vasetto  che servirà per dosare la quantità.
Far bollire l'acqua e versare gli spicchi tutti in una volta. Contare 1 minuto dalla ripresa del bollore e scolare. Il tempo di sbiancamento pregiudica la croccantezza. Se si preferiscono più morbidi, si arriverà a due minuti di cottura.
 Strofinarli con un panno in lino (non di cotone!). Eventuali pellicine verranno fuori durante la cottura o lo strofinamento.
Riempire il vasetto di aglio intervallandolo con le foglie di alloro e gli altri aromi. Riempire di olio, chiudere molto bene, rovesciare il vasetto e tenerlo in frigo a maturare per 2 mesi prima di gustarlo.
Io ho aggiunto anche il ginepro, più per il colore che per il sapore.
Volendo si possono unire l'origano, il prezzemolo o comuqnue tutte le erbe aromatiche che si preferiscono. 
Se avete le foglie fresche di alloro, basterà lasciarle in forno a 150° per seccarle.
Inutile dire che il vasetto e il tappo devono essere sterilizzati e che se usate un vasetto già usato, il tappo va sostituito con un nuovo.
Tenuto in frigo, l'olio solidifica. E' normale, anzi, vuol dire che è olio buono. Se non volete questo effetto e la scocciatura di dover tirar fuori il barattolo dal frigo, ogni volta prima di servirlo, potete usare l'olio di semi, ma la differenza di sapore è netta.
I barattoli:
- sono preferibili quelli con tappo a chiusura ermetica.
- devono essere ben lavati e perfettamente asciutti.
- la conservazione deve essere in un luogo asciutto, evitare posti all’aperto o umidi.



 

mercoledì 8 maggio 2013

Crackers sfogliati




La vita è fatta di piccoli equilibri.
Ogni momento è buono per uno sliding doors: il laccio della scarpa si spezza,  perdi l'autobus per andare a lavoro e in quello successivo incontri l'uomo della tua vita.
Un soffio di vento ti fa volare il cappello,  rotola nel giardino a fianco e ti imbatti nel tuo vecchio amico delle elementari con il quale riprenderai i rapporti e fonderai una società da milioni di euro.
Ora, per chi porta le scarpe senza lacci e chi non ama i cappelli...bhè pensateci: state potenzialmente perdendo grandi occasioni!
 
Anche nelle ricette è importante l'incontro, a volte fortuito, a volte chimico a volte è proprio culo (aò, excusez moi la voulgaritè!).
Tipo per la mia colazione mangio volentieri i (miei) crackers e mi sento un po' bambina (o idiota):  se riesco a metterli in equilibrio sarà una bella giornata.
E siccome la mia giornata deve essere perforza-perforza una bella giornata devo aiutare il destino: le incollo ...con il miele! tzè.

Ho visto questa ricetta su un libro e udite udite, non ho cambiato nulla! Sono riuscita a mantenere l'originale. Nella procedura invece ho cambiato un paio di cosette. Piccole piccole. E' stato più forte di me!
Facili e soddisfacenti, vi consiglio però di seguire scrupolosamente i vari passaggi per una buona riuscita.
Nota per le esperte: li ho chiamati sfogliati perché spezzandoli si hanno i vari strati di sfoglia e non perché siano fatti con la preparazione a pieghe. Lungi da me, fuorviarvi o confondervi!

250g farina comune
35g burro freddo
140g latte
1 cucchiaio raso di zucchero di canna chiaro
1/2 cucchiaino sale

In una ciotola, riunire la farina setacciata con il sale e lo zucchero. Tirare fuori dal frigo il burro tagliato a pezzi e unirlo alla farina. Lavorarlo con la punta delle dita in modo da formare una sabbiatura. Incorporare il latte e impastare con le mani per circa 5 minuti per ottenere una palla omogenea.

Se non avete la planetaria e lavorate a mano come me, è possibile che l'impasto tenderà a strapparsi per la presenza di burro. Niente panico: dopo l'ora di riposo sarà liscissima.

Un volta formata la palla, avvolgerla con la pellicola e lasciarla a temperatura ambiente. Dopo mezz'ora darle una lavorata veloce di 1 minuto, riformare la palla e lasciarla riposare, sempre avvolta da pellicola per un'altra mezz'ora.
Accendere il forno e regolarlo a 200°.
Dividere la pasta in due.

Spianare la prima pasta con il matterello in uno spessore di circa 2mm. Molto molto fine dunque.
Con metà pasta si deve riuscire a formare un rettangolo in modo da poter tagliare 20 crackers. (25cm x32cm )

 



Tagliate i crackers con la rotellina a zig zag, praticare dei buchetti con i rebbi della forchetta, togliere i ritagli al perimetro e senza toccarli, infornare per 10min.
Essendo molto fini, occhio a non colorarli troppo. E' possibile che per certi forni, 200° sia troppo; abbassare a 180°.
Una volta cotti, lasciarli riposare qualche minuto e preparare l'altra infornata.

Mi raccomando! Se sono troppo spessi (5mm) non saranno croccanti. Se sono troppo fini tenderanno a brunirsi! Su,su, coraggio, se mi son venuti a me è tutto dire!
A chi fosse venuta in mente l'Imperia per stendere la pasta, avverto che non funzionerà perché si strapperà! mattarello a gogo!










 


martedì 30 aprile 2013

Cupolette di riso con cuore di maionese



Per 2 persone  (2 coppette da 12cm di diametro e 6cm altezza)

150 g di thaibonnet (o riso da insalate)
erbe aromatiche (erba cipollina, maggiorana e prezzemolo)
1 limone
100 g di piselli
100 g di mais in scatola
100 g prosciutto cotto a cubetti
100 g circa di maionese
olio
sale e pepe




 
 Sbollentare i piselli in acqua salata in ebollizione. Scolarli e passarli subito sotto un getto di acqua fredda in modo che mantengano il colore brillante. Cuocere il riso in acqua bollente salata per il tempo indicato nella confezione, scolarlo e passarlo sotto l'acqua fredda per bloccare la cottura. Scolarlo bene. Unire riso e piselli in una ciotola, aggiungere le erbette tritate, il mais scolato, i cubetti di prosciutto e irrorare con limone e olio. Salare, pepare. Foderare i 4 stampini con un foglio di pellicola per alimenti e riempirli  con 2/3 del riso, creando al centro una cavità. Riempire di maionese  e completare con il riso rimasto. Compattare con il cucchiaio e chiudere gli stampini con i lembi della  pellicola. Lasciar riposare in frigo per almeno 3 ore. Sformarli nei piatti e  decorare, a piacere, con fettine di limone e qualche foglia di maggiorana.






Spaghetti avocado e tonno

 

Qual è il frutto laureato in legge?
L'avocado.
Questa la volevo raccontare da quando ero all'asilo.
Ehh, lo so che state pensando che dovrei essere a Zelig ma no, per passione e vocazione sono qui a elencarvi tutte tutte tutte le caratteristiche e virtù di questo simpatico frutto esotico.
Però farò un riassunto riassuntivo.
E' calorico a bestia ma digeribile.
Fa bene alla pelle e aiuta a migliorare la depressione.
Che poi tu per non avere la depressione te ne mangi 5 al giorno, che fanno 79332 calorie. Dopo un mese ti senti meglio ma hai 7 chili in più sulle cosce.
E cadi in depressione.
L'avocado per me è come un'anguilla. Io non riesco mai a tagliarlo senza farmelo cadere dalle mani almeno una decina di volte.
A fine ricetta mi vien la depressione.
Poi è unto come l'olio, burroso come il burro (bella similitudine, complimenti), difatti lo usi anche nell'insalata a crudo, al posto dell'olio.
Però in compenso, c'ha 'na cosa 'sto frutto che, diciamolo, a noi foodbloggers piace un sacchissimo: la cavità che lascia il nocciolo che ci spinge a riempirlo subito con cocktail di gamberetti.
Ecco io avevo voglia di avocado e tonno oggi. Ho unito pure i pomodorini e il cipollotto che fa sempre un po' guacamole taste.
E anche un filo d'olio.
Stasera mi verrà la depressione, lo so.
 
L'idea dello spaghetto servito nella scatoletta di tonno sarà poco gradita se avete un marito/fidanzato camionista visto la poca praticità e l'esigua quantità.
L'idea poi, di lasciare a metà il coperchio, è da masochista.
Servirlo in un bel piatto fondo è un consiglio spassionato.
 
320g spaghetti
3 scatolette tonno
3 pomodori tipo cuore di bue
1 avocado
1 limone
prezzemolo olio sale
3 cipollotti
 
Tagliare i pomodori a cubetti eliminando i semi. Pulire l'avocado, tagliarlo a cubetti e metterlo man mano in una ciotolina con il succo del limone. Tagliare fini i cipollotti e farli rosolare con un filo d'olio in padella. Aggiungere il tonno e mescolare per far insaporire. Unire il prezzemolo fresco tagliuzzato e  salare. Cuocere la pasta in acqua bollente salata. Qualche minuto prima di scolarla, aggiungere  i pomodori e l'avocado (scolato dal succo) nella padella con il tonno. Appena è pronta la pasta, unirla al condimento delicatezza.

 


lunedì 29 aprile 2013

Gateau choco-banana


Ecco, una cosa che amo nella cucina sono le torte dove i procedimenti recitano: mescolate gli ingredienti fra loro, versate nella teglia e cuocete.
Mi ricordano i miei esordi quando non sapevo che il burro e l'uovo potevano anche a volte fare a cazzotti, dove la differenza tra zucchero semolato, di canna o a velo non esisteva e neanche il diametro della teglia era importante.
 Ma man mano che ho mescolato torte, le ho cotte, e le ho assaggiate ho potuto constatare la veridicità della frase: la pasticceria è matematica.
Nonostante questo ho trovato la ricetta di una torta che faccio da settimane per la mia colazione, ogni volta apportandoci un cambiamento fino a farla mia.
La torta per la mia colazione può essere fatta in qualsiasi modo, ma deve essere necessariamente alta e morbida. 
Per farla così alta ho usato un 18cm ma il rischio di implosione è altissimo, a me va sempre di lusso,  ma non me a sento di consigliare una teglia così piccola. Piuttosto una 22cm.
E' morbidissima grazie alla banana e perfetta anche per i bimbi!
 
! La torta è buonissima e l'ho fatta diverse volte ma nonostante abbia ghiacciato  e infarinato le goccioline di cioccolata, a volte mi sono cadute nel fondo. Come in questa, dove avevo deciso di fare la foto per postarla. Ho ovviato al problema, infilandocele giusto per amor dell'estetica e far carina la fetta!
Se avete altri consigli, sono a orecchie tese!

Teglia di 22cm

 2 banane mature
200g farina
1 bustina lievito per dolci
150g zucchero
125g burro
2 uova
qualche goccia di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
50/60g gocce cioccolato

Far fondere il burro e lasciarlo raffreddare.
Riunire in una ciotola capiente, le uova, le banane tagliate a rondelle e lo zucchero. Lavorare con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto liscio. Unire il burro facendolo scivolare dal bordo, continuando a frullare. Unire infine  la farina, il lievito, il sale e l'estratto di vaniglia. Mescolare bene e aggiungere le gocce.
Imburrare e infarinare la teglia, versare il composto e cuocere per 15 mina 180°, poi abbassare a 160° e continuare per circa 45min. Per la cottura, far fede allo stecchino.
 

Fusi di pollo al forno


Quanto mi piace la fritturina e quanto odio farla. Non sopporto l'odore, sarò di naso delicato ma faccio davvero fatica a preparare ricette dove è contemplato il bagno in olio bollente.
Certo per le ciambelle o i bomboloni faccio un'eccezione ma dove è possibile evitare, mi organizzo con il forno.
Questo è un esempio: una bella coscetta di pollo impanata a piacere (io insieme al pangrattato ho aggiunto mezzo cucchiaino di curry) e cotto al forno.
Un mio consiglio è quello di tostare il pane prima di impanare i fusi. Saranno ancora più croccanti!
Per 2 persone

4 fusi di pollo
1 uovo
pangrattato già tostato
erbe secche  a piacere
olio


Battere brevemente l'uovo, salare un po'. Togliere l'eventuale pelle dai fusi e levare le parti grasse.
Preparare l'impanatura mescolando il pangrattato tostato con le erbe essiccate (prezzemolo, basilico...) e aggiungere sale e pepe.
Passare i fusi nell'uovo  e poi nel pangrattato, coprendolo bene. Disporli nella carta forno, sulla teglia , irrorare con un filo d'olio e cuocere in forno a 180°.
Servire con una bella insalatina colorata!



 

domenica 28 aprile 2013

Linguine alla polpa di granchio


Nella mia vita precedente ero un pesce vorace, tipo uno squalo.
Oppure una balena e per la legge del contrappasso, in questa vita ho dimensioni nettamente opposte.
Quello che mi è rimasto della precedente anima è la quantità di pesce che riesco a mangiarmi senza pausa.
Quando sono ad un  ristorante per mangiare un buon pesce fresco cambio personalità e mi trasformo da signorina composta ed educata che mangia a bocca chiusa, discorrendo pacatamente del più e del meno, in un animale famelico che mangia con le mani e non guarda in faccia a nessuno.
Una volta che il piatto è stato servito sotto i miei occhi, i  commensali spariscono dalla mia visuale, non esistono più.
Potrebbero andarsene e non me ne accorgerei.
Potrebbe esserci davanti George Clooney a dirmi "imagina" e manco lo degnerei di sguardo. Potrebbe esserci Di Caprio a sussurrarmi "ti butti tu, mi butto anch'io".
Vai vai tesoro, buttati tu intanto, io arrivo dopo!
Niente, vedo solo la pietanza da finire e poi tamburello nervosamente con le dita in attesa dell'altra portata.
Mangio tutto il tipo di pesce dal crudo al cotto, dal piccolo al grande, dal crostaceo al mollusco.
Mangio con estremo piacere il pesce preparato con semplicità, anche solo condito con olio buono, pochi ingredienti o spezie che hanno l'unico scopo di esaltare la sua carne.
 Mangio con grande voluttà, gamberi crudi marinati, cannolicchi ancora palpitanti, alghe e pinne di squalo.
 Magari mi faccio problemi ad ammazzare una zanzara ma quando sono davanti ai gamberoni, una forza atavica mi costringe a prenderlo dalla testa e staccare la carne a morsi.
Così, senza troppi sentimentalismi.

Purtroppo non so cucinarlo.
Ovvero, non ci ho mai provato seriamente perché non so comprarlo e non so scegliere.
Per ora mi limito alle scatolette o al congelato ma ce la metterò tutta per migliorare.
Così potrò fare la primitiva  a casa mia, lontana da occhi attoniti, visto che di civilizzarmi non ne ho alcuna voglia.

Con le scatolette si può fare questo:

Per 3 persone:
210gr linguine
120gr polpa di granchio sgocciolata (una scatoletta)
olio sale pepe
peperoncino secco
vino bianco
aglio
scorza di limone

Cuocere le linguine in acqua bollente salata. Nel frattempo far dorare l'aglio in poco olio con il peperoncino. Eliminarlo e aggiungere la polpa sgocciolata. Salare, pepare e unire un dito di vino.
Far evaporare mescolando.
Scolare la pasta, unirla al condimento e completare con il prezzemolo tagliuzzato, le scorzette di limone e l'olio a crudo.

venerdì 26 aprile 2013

Biscottini gioiello


Le meringhe, così semplici, così difficili.
Il mio primo ricordo risale a quando avevo 12 anni che provavo a fare le meringhe e non venivano mai mai mai.
Ho iniziato ad avere successo da quando ho avuto il mio primo pc con connessione internet. Girando per il web ho colto, assorbito, provato tutti i consigli e finalmente trovato la vittoria.
Questi biscottini sono il frutto di uno delle mie allucinazioni, ho studiato i particolari e sono stata attentissima alle misure. Volevo un biscottino gioiello e senza falsa modestia, sono molto soddisfatta.
Vorrei lasciarvi giusto un paio di note sulla meringa per chi non avesse dimestichezza e le tre tecniche più conosciute per chi avesse curiosità.
 
*La meringa francese si prepara aggiungendo lo zucchero progressivamente dopo che gli albumi sono montati a neve. Ottimo sistema per ottenere delle meringhe secche all'interno.
 
*La meringa svizzera si prepara scaldando gli albumi con lo zucchero a bagnomaria e montandole.
 
*La meringa italiana si prepara sciogliendo lo zucchero in sciroppo e versandolo sugli albumi montati a neve.
 
La dose di zucchero in base al peso dell'albume cambierà la texture della meringa. Più ci sarà zucchero, più saranno secche all'interno. Meno zucchero, più morbide.
 
Ognuno ha i suoi piccoli trucchi e accortezze. Vi lascio le mie:
 
*Nell'albume abbiate l'accortezza di includere il germe dell'uovo (la parte bianca attaccata al tuorlo), non non non far cadere neanche uno spillo di tuorlo nell'albume.
Tutto questo aiuterà la montata a neve soda.
*L'albume deve essere "vecchio".Qui ci sono due scuole di pensiero. Alcuni lo usano freschissimo, mentre in questo caso io ho preparato i biscotti 2 giorni prima, il venerdi, e una volta raffreddati li ho conservati in una scatola di latta. L'albume l'ho lasciato in frigo e l'ho tirato fuori solo la domenica per portarli a temperatura ambiente e preparare le meringhette.
* Il forno deve avere essere riscaldato pochissimo: 70° massimo 100°.
Questo aiuterà a non farle scurire e mantenerle bianche. Le meringhe non hanno biogno di cottura ma di asciugare l'umidità.
* Una volta passati i 40min, spegnere il forno, aprire lo sportello solo un pò e lasciarle asciugare bene.
 


Se si imbruniscono                                   Il forno era troppo forte

Se si spaccano                                          Il forno era troppo forte

Se sono appiccicose                                 L'albume non era montato bene a neve soda.
Se non mantengono la loro forma            L'albume non era montato bene a neve soda.
 
Se non vi siete addormentati                    Vi lascio anche la ricetta.
 
 
 
Per i sablé: 
150g burro ammorbidito
50g zucchero
1 tuorlo
200g farina

Lavorare il burro a crema e unire lo zucchero. Successivamente aggiungere il tuorlo e la farina lavorando la pasta sablé con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo. Stendere l'impasto ad uno spessore di circa 5 mm. Tagliare le forme con il coppapasta (4cm), disporle sulla placca rivestita di carta da forno (non lieviteranno perciò si possono mettere anche non troppo distanziati).
Cuocere per circa 10/15 min a 180°. Non far scurire troppo!
Lasciarli raffreddare completamente su una gratella.
Ne vengono circa 40 ma ne ho usati solo 30. Avevo già fatto le prove delle meringhe e sapevo me ne sarebbero venute 32!



Per le meringhe:
80gr zucchero a velo
1 albume
1 pizzico di sale

nutella per la composizione del biscottino
(va bene anche confettura o marmellata)



Scaldare il forno a 50/100°.
Montare l'albume a neve con un pizzico di sale. Una volta soda, versare a pioggia e piano piano lo zucchero. Battere con le fruste fino a che rovesciando la ciotola l'albume non si muoverà di un millimetro.
Riempire la sac à poche e formare sula teglia ricoperta di carta da forno, delle meringhette di un diametro di 3cm (tenere la bocchetta vicina alla superfice in modo da farle bombate).
Infornare per circa 40min.
Lasciarle raffreddare. Comporre il biscottino, spalmando una punta di coltello di nutella sul sablè e attaccandoci la meringhetta.

 
 
 


 

giovedì 25 aprile 2013

Torta ai fiori di zucca


Siamo quasi a Maggio: settimana scorsa ero con il cappotto e ora quasi in costume da bagno. 
E' strano ma è ancora più strano vedere al supermercato, fragole grosse come palloni, lamponi che sanno di aria, fiori di zucca plastificati.
Questi erano bellissimi e venivano dall'Italia. Qui è raro trovarli perchè comunque si deteriorano facilmente ma presa dall'entusiasmo li ho comprati.
Erano buoni ma mi chiedo: magari sono buoni perchè ci siamo abituati al gusto plastificato, perchè non ci ricordiamo più il gusto vero delle fragole, o quello delle ciliegie.
Quando ero piccola le ciliegie le trovavi d'estate e solo d'estate. Oggi a Marzo son già lì che ti aspettano, grosse come arance. Ti guardano e ti parlano anche , perché ormai sono animate di vita propria.
Non andrò molto lontana con i discorsi ma basterebbe soffermarsi un attimo a pensare che Leonardo, da casa sua a Vinci, a 40km di distanza poteva vedere il mare. Vi rendete conto di quanto l'aria era più cristallina? Di quando le fragole erano più piccole ma infinitamente più dolci?
Di quanto si sfruttasse al meglio il prodotto della stagione, rispettando i tempi della terra, rispettando la terra.
E questo è solo un decimo di quello che vorrei dire, passando per i prodotti che usiamo per lavarci (vedi laureth sulfate), per i medicinali usati anche per un raffreddore, per i mari inquinati, per gli animali che impazziscono, per i malati di tumori in un aumento paurosamente sconcertante.
 
Una volta è stato chiesto a Margherita Hack, se il mondo sarebbe scomparso a causa della famosa meteorite che accompagnava la profezia dei Maya. Lei rispose che la terra scomparirà  tra milioni di anni ma che l'uomo morirà molto prima a causa di sè stesso.
Come siamo stupidi.

 
 
Ricetta presa da un giornale di cucina italiano, leggeremente modificata.

Teglia 22cm

1 rotolo di pasta sfoglia tonda
1 uovo
400gr circa zucchine
1 cipollotto fresco
70g parmigiano
50g emmental
70ml panna fresca
sale pepe olio
8 fiori di zucca
 
Lavare velocemente i fiori, asciugarli delicatamente, togliere i pistilli, il cepalo e il ricettacolo (Oddio che sono?).
Grattugiare le zucchine e cuocerle con il cipollotto tritato per circa 5 min. Salare, pepare e far evaporare l'acqua di cottura.
In una ciotola capiente, battere leggermente l'uovo e aggiungere i formaggi grattugiati e la panna. Unire le zucchine.
Stendere la pasta sfoglia nella teglia coperta di carta da forno, bucherellarla e versarci il composto di zucchine. Rigirare i lembi della sfoglia verso l'interno e completare con i fiori. Coprire con la carta stagnola e cuocere a 180° per 20min e poi senza alluminio a 220° per 15min.
 






mercoledì 24 aprile 2013

Cornetti alle mandorle



A me piaceva  cornetti alle mandorle ma non volevo farli confondere con i croissants.
Biscotti alle mandorle era veramente troppo banale, nu nu, il banale non lo vogliamo.
Delizie alle mandorle? No, delizia è troppo generico.
Corni? Mmmmm, no, che magari qualcuno si offende.
Ci ho messo più tempo a trovargli un nome che a farli. Sono velocissimi ed è la classica ricetta consuma-albumi, senza andare su meringhe, chiffon cake, pavlove e macarons.
Sono tenerini dentro, con una bella corazzina croccante di mandorle. Il sapore somiglia ai famosi bruttibuoni e il fatto che non ci sia burro placa i sensi di colpa.
Adatti per un tè, (thè, tea...), con un caffè all'americana (ok, ok, era un esempio), con le amiche (la Chicca, la Titti, la Nina, la Pinta, e la SantaMaria) o con i parenti (zia Annetta, zio Antonio, nonna Amandina, nonno Ermanno), vado bene in molteplici situazione ma...non ho ancora trovato il nome. Ferro di cavallo alle mandorle?
Oppure un nome che non c'entra nulla: frufrù, bilù, malù.
Mi scoppia la testa.
Cornetti andrà più che bene.
 
 
Per 6 cornetti
 
150g mandorle in polvere
50g marmellata di albicocche (o a piacere)
50g farina
70g zucchero
1 uovo
50g mandorle a scaglie
essenza di vaniglia
 
 
Mescolare la mandorle in polvere con lo zucchero, aggiungere l'aroma di vaniglia, al marmellata e l'albume leggermente battuto. Si otterrà un impasto appiccicoso.
Amalgamare bene. Dividere la pasta in 6 palline, allungarle  di circa 6 cm e passarli nella farina. Passarli poi nel tuorlo leggermente battuto con 1 cucchiaio d'acqua e rotolarli nelle mandorle, dandogli la forma a cornetto. Disporli sulla placca coperta da carta da forno e cuocere a 170° per 20/25min. Farli raffreddare completamente senza toccarli (sono molto fragili quando sono caldi). Spolverizzare con zucchero a velo e servire. 
 
 
 


 


 
 
 
 

 

martedì 23 aprile 2013

Penne con pesto di mandorle, pinoli e basilico



Il pinolo, ragazze, così piccolo, così versatile e buono! Mi ricordo che io e la mia amichetta andavamo ad aprire le pigne e con un bel sassone schiacciavamo i gusci (che poi si chiamano strobili, l'ho scoperto ora).
Ci mangiavamo i pinoli, a volte un po' spappolati da un colpo troppo forte, a volte belli interi. La costante erano le nostre manine nere. Un nero intenso, una polverina sottilissima che si infilava nelle pieghe della pelle.
E ho pure scoperto da poco che il pinolo crudo non andrebbe nemmen mangiato. Va tostato!
Che poi con quello che costano, io non butterei via nemmeno il guscio.
Ma il prezzo è ben giustificato: per 1 etto di pinoli occorrono 2 chili di pigne!
E lo stesso etto di pinoli apporta 600 calorie. Quanto 6 cucchiai di Nutella.
Ahi ahi, questa informazione non dovevo darvela.
 
Però tenere i pinoli in casa è molto fashion, possono essere usati per il pesto alla genovese, per la torta della nonna, per uno strudel, per un arrosto agrodolce...
Anvedi 'sto pinolino, peggio del prezzemolo!
 
Io l'ho usato come base di questo pesto estivo:

320g penne rigate
50g pinoli
80g mandorle spellate
1 spicchio d'aglio
50g pecorino grattugiato
300g pomodorini (ho usato i fragolino sardi)
olio sale

Tostare i pinoli in un padellino antiaderente e metterle da parte. Tostare anche le mandorle.
Unire nel mixer, il basilico, le mandorle e i pinoli e il pecorino. Frullare tutto con un po' d'olio, abbastanza da ottenere un pesto non troppo denso.
Trasferire in un padellino con l'aglio. Far insaporire bene e salare. Se necessario, diluirlo con un po' d'acqua di cottura della pasta.
Tagliare a metà o in 4 i pomodorini.
Cuocere le penne in acqua bollente salata, scolarla e unirla al pesto aggiungendo i pomodorini.
Decorare con basilico fresco.



lunedì 22 aprile 2013

Crackers rustici all'acqua


Se siete amanti dei semi, semini & Co, dovete assolutamente provare questa ricettina.
E' il cugino del cracker, è deliberatamente dietetico, spassionatamente facile da fare e simpaticamente versatile (colazione, merenda, stuzzichino...).
In un negozio ho trovato l'olio di sesamo, che gli da un sapore inconfondibile, veramente speciale ma credo che un olio di semi possa andar bene ugualmente. Anche per la farina trovo che tagliarla con un tipo poco lavorato, aiuti a mantenere un sapore più rustico.


60g farina bianca
60g farina di spelta (o segale)
100g semi vari a scelta (girasole, papavero, zucca...) 
1 pizzico di sale
30ml olio di sesamo (o di semi o di oliva)
220ml acqua


Scaldare il forno a 150°.
In una ciotola raccogliere le farine, il sale, i semi e l'olio. Mescolare per amalgamare.
Far bollire l'acqua e versarla al centro, mescolare molto bene con un cucchiaio di legno. Prima di avere il desiderio di scrivermi per insultarmi, sappiate che se l'impasto è appiccicoso, è del tutto normale. Versarlo sulla carta da forno, coprire con un altro foglio e premere con le mani per spianarlo. Io ho usato due fogli di carta forno singoli (42x34cm). Usare il matterello e abbassarlo il più possibile. Passare il matterello fino a che non ci saranno più "ondine" e sarà tutto piatto. Verrà grande all'incirca quando la leccarda del forno (40x34). Attenzione ai bordi che tenderanno ad essere finissimi per la spinta finale del matterello: cercate di mantenere lo stesso spessore della parte centrale. Togliere la carta di sopra e infornare per un'ora.
L'obiettivo per il cracker all'acqua è perdere acqua e umidità in forno. Non preoccupatevi del colore ma della durezza.
Il crackerone deve risultare croccante: se uscito dal forno, con una forchetta lo prendete dal basso e provando ad alzarlo si piega dolcemente, vuol dire che ha ancora bisogno di cottura.
E' cotto bene quando non si piega ma si spezza.
Lasciate raffreddare, spezzatelo e servitelo anche per un brunch.


 

domenica 21 aprile 2013

Spiedini di pollo al curry e limone


Non essendo un'amante della carne, (ne mangio pochissima e solo bianca ahimè) non sono neanche una buona cuoca di secondi piatti.
Amo però le marinature sia del pesce che della carne. Pensavo fosse una mia idea e invece ho trovato conferma che la marinatura non solo le rende profumate ma anche morbide.
Come ho detto più volte, ho fatto un corso sulle spezie , ne sono orgogliosissima e ho portato a casa il curry fatto macerando con il mortaio una quarantina di spezie diverse.
L'ho usato per la seconda marinatura con l'olio.
Sono venuti dei bocconcini morbidi, gustosi che mi sanno d'estate, di barbecue fatto con gli amici, di vino bianco e frizzantino, di prime cene in giardino.
 Accompagnati da una bella insalatina colorata.
Buoni. Facili. Veloci.

Per circa 8 spiedini

2 petti di pollo 
2 limoni
1 cucchiaino curry
olio sale pepe

Tagliare il pollo a pezzetti, non troppo piccoli ma nemmeno troppo grandi. Insaporire di sale e irrorare di succo di un limone e lasciare marinare per 30min. Scolarli, infilarli negli spiedini (io uso quelli da fingers e non da spiedino classico), alternandoli con un quartino di limone. In un piatto fondo, mescolare l'olio con il curry e lasciare macerare gli spiedini, girandoli ogni tanto per 30min a temperatura ambiente. Pepare.
Riscaldare la griglia e cuocere gli spiedini, spennellandoli con l'olio speziato. 

Pompelmo grillé


 
Per arrivare alla boutique, mi faccio un'ora di corriera con curve a gomito, strade spesso innevate, nausee fisse.
Durante il tragitto però avevo notato appoggiata al muro di una casa, una tavola di legno.
Ogni giorno, ad ogni viaggio, controllavo ad occhio la misura, lo spessore ed ero sempre più convinta che quel bel pezzo di legno non doveva stare appoggiato là al freddo e al gelo ma a casa mia al calduccio, con una leggera mano di bianco, pronta come base per le foto.
Dopo un mese che gli facevo gli occhi dolci, stava diventando un'ossessione e una bella domenica decido di salire alla boutique in macchina, per recuperarla.
Ma non è una domenica qualsiasi: è la domenica di Pasqua.
Le strade vuote, il silenzio degli agnelli innocenti, un'ottima giornata per il ratto della tavola.
Parcheggio la macchina e mi assalgono i dubbi. Quarant' anni di educazione, di onestà di rispetto e la domenica di Pasqua rubo subdolamente una tavola di legno.
Oddio, sensi di colpa, ansia.
Decido  così di chiedere al proprietario.
Busso alla porta ma mi assale un dubbio: cosa dico? Se racconto che sono una foodblogger, già dal termine chiamano la polizia. Se dico che sono una che prepara le ricette e le fotografa, chiamano gli infermieri, se dico...
la porta si apre.
-"Buongiorno signora, sono...una fotografa (dai, un pò di ego!) posso prendere la tavola che avete qui per fare delle foto?"
Mi guarda e non favella.
Mi aspetto i camici bianchi e invece no, chiama il marito, mi invita ad entrare, mi invita a bere un bicchiere di vino fatto da loro, mi invita a assaggiare i biscotti fatti da lei, mi inviata a servirmi di nuovo dell'uno e dell'altro.
Esco arrancando, a zig zag, cantando "O sole mio", ma con la mia tavola.
Che domenica ragazzi.

Questa dei pompelmi è un'idea per una colazione sana e quilibrata (come parlo bene!!).

pompelmi rosa
miele

Il procedimento è un po' complicato:
dividere il pompelmo in due, spalmarlo di miele, passarlo qualche minuto sotto il grill.